Grazie

La mia avventura su questo blog ha origini che sinceramente ancora non ho compreso appieno. Potrei darne una spiegazione forse un po’ teatrale, tipo “…tutto ebbe inizio in un giorno di pioggia, un giorno scuro e buio, come la mia anima di allora. E’ però proprio in quei momenti che, all’improvviso, capisci che forse qualcosa puoi fare per squarciare quel buio….”. Si, decisamente teatrale. Ma con qualche condimento in meno, è andata proprio così.

E ora, alle 23.45 di una sera come tante, riapro questo blog e vedo un numero: “1.024 bolle“. Devo però dire che quella ventina di post che ho scritto nei 18 giorni di vita di questo blog li avevo scritti prevalentemente per me, per fissare in un luogo (fisico o virtuale non so) alcuni pensieri, emozioni, sensazioni e riflessioni. Col passare dei giorni ho però sentito il bisogno di condividere questi scritti con le persone a me più care: e che soddisfazione!

Per un blog che si chiama Millebolle aver superato quota 1.000 rappresenta indubitabilmente una pietra miliare.

Le bolle che conto sono come quelle che si possono vedere alzando la testa verso l’alto durante un’immersione, quando la bellezza del mare visto dalle sue profondità ti rende più sereno e in pace con il mondo. Sono le bolle che ti appartengono ma che rilasci libere nel mare, le bolle che ti hanno permesso di rimanere li a godere di momenti di marina felicità, le bolle che presto rincontrerai.

Le bolle importanti di questo blog siete voi amici miei che avete avuto la curiosità e la pazienza di leggere quello che sento e penso. Grazie a tutti, sinceramente.

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Chicago

Erano i primi anni ’70 e quel genio della musica che è Graham Nash pubblicava “Songs for beginners”, album che conteneva la splendida “Chicago”. Risentiamola insieme con le sue parole, la sua musica, il suo messaggio. Io ero ancora troppo giovane per assaporare i sentimenti, la speranza, l’illusione di quei tempi, ma cosa darei per viverli ora!

La stanza del figlio (2001)

Film bellissimo, tristissimo, struggente. Ma con la tristezza della vita, anche se spesso non vogliamo e sappiamo che sarà doloroso, bisogna fare i conti. Questo bell’estratto di cinematografia e musica me l’ha suggerito una persona cara che ringrazio (…. ma soprattutto per molte altre cose ….).

Il contrasto forte tra la serenità di queste immagini e ciò che il film poi racconta è devastante. Un contrasto che Moretti mette in scena con consapevole maestria ma che soprattutto colpisce al cuore.

Non so perchè ma questo mi ricorda un pensiero che mi ha molto colpito per la sua grande verità: siamo tutti tanta testa e poco cuore, molta razionalità e sempre meno sentimenti. Il dolore è uno di questi, anche se cerchiamo di evitarlo ed evitare chi lo sta vivendo.

Un abbraccio a tutti.