Un altro mondo

Un amico una volta mi ha scritto:

Il mare è il grande serbatoio della natura, è dal mare che il globo è, per così dire, incominciato, e chissà che non finisca in lui. Ivi è la calma suprema. Il mare non appartiene ai despoti. Alla sua superficie essi possono ancora esercitare diritti iniqui e battersi, divorarsi, recarvi tutti gli orrori della terra; ma trenta piedi sotto il suo livello, il loro potere cessa, la loro influenza si estingue, tutta la loro potenza svanisce! Ah signore, vivete, vivete nel seno del mare! Qui soltanto è indipendenza, qui non riconosco padroni, qui sono libero!” (Jules Verne, Ventimila leghe sotto i mari, 1870)

Tramonto alle isole Brothers

Quanta verità ho trovato in queste parole antiche, scritte quando la dolcezza e il silenzio delle profondità erano sensazioni sconosciute ai più. Ora ci è concesso di assistere e partecipare, anche se solo come creature aliene, alla vita infinita che si manifesta a trenta piedi sotto il mare. Ricordo l’emozione, ma anche il sottile filo di paura, che ogni volta mi sfiorava mentre, galleggiando sull’acqua, attendevamo il momento di abbandonare il mondo a noi noto. Vedevo negli occhi di chi mi stava accanto, seppur resi irreali dal vetro delle maschere, la stessa inquietudine e la stessa eccitazione.

E’ giunto il momento che tutti aspettavano, ci si abbandona, si raggiunge la profondità del mare. Si respira con un po’ di affanno, ci si guarda intorno disorientati, si cerca lo sguardo confortante di chi ti ha accompagnato in questa esperienza.

Pesce farfalla dalle guance blu

Poi si riacquista lentamente il controllo ed è in questo momento che tutto ti appare sfolgorante, rigoglioso, intenso anche se alterato dalla dominanza delle tonalità del blu. Con una innaturale sensazione di leggerezza e di sospensione, ti guardi intorno e osservi le espressioni della natura in tutte le sue forme, in tutti i suoi colori, in tutte le sue varietà. In questa realtà i sensi che si hanno a disposizione sono ridotti e depotenziati, udito e tatto sono quasi inutili, eppure tale è l’intensità di quello che si vede e si prova che anche la sola vista è sufficiente per lasciarti attonito e smarrito davanti a tanta bellezza.

Reef del Mar Rosso

Ti muovi e galleggi in questa sensazione di irrealtà e perdi il contatto con il tuo mondo originario, i ricordi e le ansie di quello che eri si sciolgono nella vastità dell’acqua. Solo la curiosità ti mantiene vigile e attento ai nuovi sprazzi di vita che questo nuovo mondo di offre. Ogni metro che fai è una nuova forma di vita, ogni anfratto che questo mondo ti offre è una scoperta; anche l’infinito del profondo mare, con il suo ipnotico blu intenso, è un richiamo a cui è difficile resistere. Ciò che è piccolo e difficile da vedere è altrettanto affascinante di ciò che è grande e imponente.

Pesci bandiera e pesci farfalla

Il tempo scorre lento e tu gli scorri accanto in pace e serenità; i tuoi movimenti adesso sono morbidi e fluidi, ora anche tu sei una creatura marina, certo straniera ma che ama questo mondo e che gode delle sue bellezze. Solo gli strumenti, che hai portato con te per ricordarti che questo universo non può accoglierti a lungo, avvertono, con fredda razionalità, che il tempo di essere liberi è terminato. Domani, però, avremo tutti una nuova occasione.

Crociera Saint John 2007, Egitto

3/11/2007 – 11/11/2007

Il sottotitolo potrebbe essere: “sette giorni di vera vita”. Nel mezzo di un inverno che già faceva intuire la sua rabbia e la sua tristezza colgo un’opportunità per lanciare il cuore oltre l’ostacolo, rimettersi in gioco, estraniarsi dalle minuzie quotidiane e dai piccoli egoismi. Il cuore è ancora malato, quasi moribondo ma l’anima si vuole risvegliare dal suo lungo sonno.

Queste sono le premesse di una breve vacanza fatta con persone che mi hanno dato molto più di quello che forse immaginavano, fatta con gente sincera e con dei veri amici. Parto per una crociera di immersioni nel Mar Rosso, a bordo di una bellissima motonave.

L’immensità del mare e il suo caldo silenzio mi rafforzano. La bellezza della vita marina è un colpo al cuore che ricomincia lentamente a battere. La stanchezza di una giornata passata sott’acqua mi rafforza, scherzare con i miei sconosciuti compagni di viaggio mi ritempra.

Un tramonto a Zabargad può dirti molte più cose di tante parole…ma chissà se siamo ancora in grado di ascoltare. Io ho ascoltato.