Il mio primo, nuovo e felice Natale

Questo è il mio primo Natale con Matteo. E’ un Natale bellissimo, emozionante e intenso ma al tempo stesso semplice e naturale come solo il sorriso di un bimbo può essere. Ma è anche un Natale a me ancora sconosciuto nel quale la tradizione e l’eccezionalità di questa nuova presenza si mischiano e confondono. Il risultato di questa confusione è inebriante.

Matteo Babbo Natale

E’ tutto nuovo, è tutto diverso, è tutto così incredibilmente bello, bello fin quasi a stordirti. E’ bella la sua curiosità per tutto ciò che gli accade intorno, è bella la sua determinazione nel voler stare in piedi anche se in modo ancora traballante, è bellissima la sua capacità di interagire con tutti. E infine sono belli i suoi occhi e il suo sguardo, è bella la vibrazione che sento quando mi cerca e mi afferra naso e orecchie.

E io sono felice, così stupidamente felice da essermi dannato il 23 dicembre pomeriggio per trovare e comperargli il suo vestito da Babbo Natale (o meglio trovarne uno della sua taglia…..) e poter ridere di me insieme a lui. Chissà se potrà, quando sarà più grande, capire e accettare la stupidità di un padre.

Paulo Coelho dice che un bambino può insegnare sempre tre cose a un adulto: a essere contento senza un motivo, a essere sempre occupato con qualche cosa e a pretendere con ogni sua forza quello che desidera. Quanta verità in queste parole!

Buon Natale a tutti, tutti ci meritiamo un po’ di felicità.

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Matteo … e non solo

Il 14 gennaio del 2011 è nato Matteo, il nostro primo figlio. E’ nato, lo posso in coscienza dire, perchè la sua mamma e il suo papà lo hanno voluto, desiderato e accudito fin da quando era solo in potenza il bel bambino che è adesso. Sono soddisfatto e incredulo, meravigliato e distaccato, eccitato e tranquillo, insomma in questi giorni ho navigato in tutti i mari emozionali che solo la vita, questa vita, è in grado di offrirti se sei in grado di navigarli.

Non voglio però esprimere l’ennesimo atto retorico di un padre orgoglioso e soddisfatto di questa piccola creatura ma cogliere questo momento stupendo per riflettere, ancora una volta, sugli strani e affascinanti percorsi che la vita ti mostra, sulle mille porte che si chiudono e sulle altre mille che si aprono, sulla bellezza dell’animo umano. Soprattutto vorrei, attraverso questa intima riflessione, riconoscere a chi mi sta intorno e a me stesso alcune cose.

La prima considerazione è sulla superiorità dell’animo femminile o meglio sulla sua potenza. Nell’antichità, e prima dell’avvento della rivoluzione cristiana, la donna era rispettata e venerata in quanto portatrice di “animus” cioè di sensibilità, costanza, attenzione. Da molto tempo non è più così e nonostante i recenti progressi della nostra società occidentale siamo ancora troppo lontani dal riconoscere e accettare la potenza dell’animo femminile. Io l’ho vista questa potenza, l’ho vista nella determinazione di mia moglie, nel suo sguardo deciso, nel riflesso di qualche sua lacrima, nelle piccole attenzioni quotidiane che offriva a quella piccola vita che portava in grembo. Ma per quanto cercassi di misurarmi con questa potenza ho dovuto soccombere e finalmente, ma anche totalmente, l’ho riconosciuta e accettata; ora è il mio migliore alleato.

Ho infine capito, spero fino in fondo, le sofferenze di una madre per i propri figli e i mille ostacoli che ha dovuto superare per farli diventare gli uomini e le donne che ora sono. A questa madre, a tutte le madri, va il mio ringraziamento.

La seconda considerazione la voglio fare sull’amicizia e sull’importanza che questa ha sulle nostre vite. La mia di vita è bella perchè è questo il sentimento che più amo coltivare, quello della fraterna condivisione delle reciproche gioie ma anche dei momenti bui. Poi ad alcuni è anche concesso il privilegio di incontrare persone speciali, angeli che passano sulle nostre vite spargendo polvere di stelle. Angeli che sanno leggere chi sei, che riescono a guardare fin dove tu stesso non hai il coraggio di spingerti, che ti regalano la certezza che un’altra vita è possibile. Io ho avuto questo privilegio.

La terza e ultima considerazione la voglio fare su me stesso e regalarmi un po’ di riconoscimenti. Pur con le mie sbandate e con tutti i miei errori ora sono riuscito a costruire qualcosa di importante che però poggia su solide fondamenta: una donna speciale che amo e un mare di amici che vivono accanto a me e ai quali sono intimamente legato.

Matteo è nato il 14 gennaio del 2011, lo stesso giorno di un anno prima A. ci ha lasciato. A me piace pensare lei abbia delicatamente appoggiato il suo tenero sguardo su di lui.

Il fiore di Angela

Ho avuto la fortuna e l’opportunità di visitare un paese magico e spirituale come lo Sri Lanka, portando con me la voce e lo sguardo di Angela sempre nel cuore. L’ho ritrovata in ogni albero, in ogni tempio, in ogni sorriso e il suo viso mi ha teneramente e dolcemente accompagnato lungo la strada.
Ma per esserle più vicino e più vicino a tutti voi che nello stesso momento la ricordavate con affetto e amore, ho voluto pregare per lei in un tempio e  qui, come tutte le altre persone in preghiera, donarle un fiore. Il fiore di Angela l’ho posato lì tra tanti altri, donati da uomini e donne che credono nello spirito dell’uomo. Angela respirava lo spirito dell’uomo, riuscendo a trasformarlo in divino.

Il fiore di Angela

Angela esiste

Questa lettera ho potuto scriverla quando Angela era ancora con noi.

Cara Angela, sono giorni che ti penso, che vorrei chiamarti, che vorrei starti vicino ma il rispetto che ho per te mi contiene. Penso anche a quale sia il modo corretto per comunicare in questo momento così difficile, ma mi accartoccio sui miei stessi pensieri, continuamente, e non riesco a trovare la via giusta per affrontare il dolore di questo tempo. Comprendo che ogni parola può essere inconsistente, ogni considerazione superflua, ogni pensiero inopportuno. Che possibilità ho io di cogliere le profondità e le fatiche che stai vivendo?
Ma, al tempo stesso, non voglio che tutto ciò sia l’alibi per rinunciare a cercare di contattare la profondità della tua anima, quella di una persona speciale; da te ho tanto ricevuto da quando ho avuto il privilegio di condividere momenti così importanti per me e spero di soddisfazione anche per te.
Allora mi sono detto che forse l’unico linguaggio che posso utilizzare e che suoni tangibile è quello del calore dell’amicizia e dell’amore. Forse non siamo riusciti a frequentarci con l’intensità che avrei voluto ma ho cercato di seguire il più possibile i tuoi passi decisi in questo mondo incerto. Ho letto i tuoi scritti, ho parlato di te e con te, ho vissuto anche con le parole degli altri.
Ho ancora impresso, nel mio cuore più che nella mia mente, l’imbrunire sul tuo lago, le luci che pian piano si facevano strada nell’oscurità in quella magica sera d’estate. Ma tuttora, ancor più indelebile è il tranquillo incedere delle tue parole che, lentamente ma inesorabilmente, scioglievano nodi e incertezze che portavo come una zavorra da troppo tempo. Quei momenti con te sono stati proprio belli!
Bello è stato anche incontrarti negli appuntamenti di Collevecchio mentre seminavi amore e tranquillità, ma anche guardare con stupore, come in un indecifrabile processo alchemico, la tua capacità di far affiorare e catalizzare la bellezza e l’unicità di ognuno di noi. In quei momenti, isolato in quell’eremo magico, mi sono sentito in pace con me stesso e con gli altri. Ma mi sono sentito anche colmo dell’orgoglio di essere tuo amico e di aver percorso un tratto di strada con te accanto. Quante volte mi son detto: ho conosciuto un’anima superiore, un vero angioletto sulla terra.
Leggo e rileggo ora quanto ho scritto e sono di nuovo colto dall’incertezza ma so che tu, invece, sei già arrivata all’essenza del messaggio. Le parole che ti dedico vogliono essere la testimonianza di un amore puro e sincero per te, la mia scrittura sbilenca spero non indebolisca l’amicizia e l’affetto che ci lega. Con una punta di arroganza mi piacerebbe sentirmi di casa in una minuscola porzione del tuo grande cuore.
Ti voglio bene. S.